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El Tren Blanco

Il film documentario El Tren Blanco (Argentina, 2003), per la regia di Nahual García, Ramiro García e Sheila Pérez Giménez, che insieme formano il gruppo Cine Efectivo, presenta i cartoneros, i lavoratori che sono parte dell'economia informale a Buenos Aires e che sono sopravissuti raccogliendo rifiuti riciclabili. Grazie al film i cartoneros emergono come attori sociali nella scena urbana. Le riprese di El Tren Blanco iniziano in modo significativo a metà del 2001, quando la disoccupazione diventa sempre più evidente. Il film anticipa gli avvenimenti del dicembre dello stesso anno noto come Argentinazo: il culmine della crisi neoliberale in Argentina che ha portato a giorni di continue proteste, tra cui la Cacerolazo, e la cacciata del presidente Fernando de la Rúa. L’Argentina, un esempio fondamentale di ampie riforme neoliberiste, tra cui la deregolamentazione del mercato del lavoro, testimonia la crescita esponenziale del settore informale in seguito alla crisi del 2001, di cui l’attività dei cartoneros è sintomatica.

El Tren Blanco ha fatto conoscere all’opinione pubblica questa parte precaria e non regolamentata dell'industria del riciclo redditizio che funziona nel mercato formale ma si basa sul lavoro informale per fornire le materie prime. Il film offre un punto di vista più umano del mercato del lavoro informale dando ai cartoneros un mezzo attraverso il quale possono mostrare chi sono veramente, come sono arrivati a svolgere la loro attività e il loro senso di immobilità nella loro condizione.

Il fenomeno dei cartoneros mostra le varie ambiguità legate a questa emergenza di anomalo reinserimento nel mercato del lavoro e le sue aporie, mettendo in luce che il lavoro informale può essere un pharmakon, nel senso di rimedio o veleno. L'economia informale è intesa  come parte progressiva sotto il neoliberismo, perché consente ai lavoratori disoccupati di ricostituire il processo di lavoro. Tuttavia, come notevolmente rappresentato nella pellicola, è auto-riproduttiva e consolida instabilità, vulnerabilità e precarietà, oltre che il taglio sui costi industriali connessi con il lavoro formale. Si continua così a proteggere il capitale, piuttosto che il lavoro.
(Else R. P. Vieira e Amaranta Thompson, per gentile concessione)



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Florencia Martinez