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Monastero degli Olivetani, Nerviano (MI)

La costruzione del Monastero degli Olivetani a Nerviano iniziò nel 1468 per volontà del Conte Ugolino Crivelli, componente di un'antica famiglia feudale, imparentata con i Visconti.
L’origine del complesso e la sua donazione si rifanno alla leggenda fondata sulla visione della Vergine Maria che avrebbe chiesto al nobile di costruire l’edificio per salvare la vita al figlio.A seguito del mancato assolvimento al voto e alla morte del figlio, Ugolino si rivolse al monastero degli Olivetani di S. Maria di Baggio ed ottenne l’autorizzazione da Galeazzo Maria Sforza nel 1468 col beneplacito del Pontefice. Iniziò così l’edificazione del monastero.

L'Ordine degli Olivetani di regola benedettina era nato nel 1319 in Toscana, presso il monastero di Monte Oliveto Maggiore, per opera di Bernardo Tolomei. Il primo abate del monastero di Nerviano fu Alessandro da Sesto a partire dal 1468. Il monastero e la sua chiesa vennero dedicati a Santa Maria Incoronata. Una raffinata campagna decorativa risalente al Cinquecento attesta il ruolo fiorente del monastero, insieme alla pala del Bergognone (Ambrogio da Fossano) del 1522 raffigurante un’Assunzione della Vergine, oggi conservata presso la Pinacoteca di Brera.

La Repubblica Cisalpina ne decretò la soppressione con un documento del 16 ottobre 1798: Veduta la lettera del Ministro dell’Interno 24 corrente responsivo all’eccitamento datogli dal Direttorio Esecutivo nell’antecedente 23, colla quale si assicura che per ciò, che consta dai registri del Commissario del Potere Esecutivo, e dall’Agenzia de’ Beni nazionali nel Dipartimento dell’Olona il Monastero degli Olivetani di Nerviano non possiede fuori Stato; laonde non osta alla di lui soppressione. Ritenuto che i beni di ragione del Monastero medesimo sono stati domandati nel compendio di 25 azioni per conto del cittadino Haller, il Direttorio Esecutivo determina che sarà soppresso il Monastero degli Olivetani di Nerviano a termini del disposto della legge 19 Fiorile anno VI. Si daranno lettere al Ministro di Finanze in conformità, e perché le sostanze alla Nazione, ed egualmente al Ministro dell’Interno, perché ne’ consueti modi procuri la concentrazione degli individui in altri degli esistenti Monasteri del detto ordine. Secondo fonti dell’epoca facevano parte del cenobio nervianese l’abate Federico Belcredi, il vicario Gregorio Pogliaghi, il cellerario Mellito Mozzoni e i monaci Ignazio Manara, Franco Mainardi, Rodesino e Benedetto Bonati; oltre ai laici Pietro Osnago, Ambrogio Musazzi (cuoco), Domenico Bosotti (ortolano), Carlo Musazzi (giubilato) e Filippo Rossi (cameriere).

A seguito della confisca, il monastero subì diverse successioni di proprietà che lo destinarono ad uso rustico, abitativo ed artigianale. Il complesso appartenente in parte agli Istituti Ospitalieri e in parte all’architetto Ignazio Gardella venne acquistato negli anni Settanta del Novecento dal Comune di Nerviano che ne è l’attuale proprietario. Nel 2002 il monastero venne totalmente riqualificato e convertito ad uso amministrativo.



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Eva Reguzzoni | Herbarium  
Eva Reguzzoni