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Villa Rusconi, Castano Primo (MI)

Villa Corio Rusconi ha le caratteristiche architettoniche degli edifici seicenteschi di progettazione ricchiniana. Si tratta di una villa con la tipica pianta ad U, con uno scenografico corpo centrale a tre piani e con due ali laterali destinate a pars rustica.
Un giardino diffuso si sviluppa in due aree: quella prospiciente l’edificio e quella retrostante. La Villa è un esempio di casa da nobile che la famiglia milanese dei Corio fece costruire con i proventi derivati dalle rendite della prepositura di Sant’Ambrogio a Milano, carica che alcuni membri della famiglia ricoprirono, tra cui il committente, Giulio Cesare Corio. Quest’ultimo per testamento nel 1629 diede mandato di utilizzare le sue rendite fondiarie per costruire la nuova villa. Un architrave in pietra reca lo stemma Corio sormontato da un cappello prepositurale e la data di conclusione dei lavori al 1656 all’epoca del Marchese Giuseppe. Davanti alla villa i Corio avevano ricavato una piazza che consentiva di apprezzarne tutta la scenografica bellezza. 
A seguito di vicende che portarono la famiglia Corio alla decadenza, la villa passò a diversi proprietari: nel 1815 il borghese Giovanni Battista Bellati, che insediò nella proprietà una filanda, nel 1833 Giovanni e Francesco Rogorini, nel 1836 Giuseppe e Francesco Corti e nel 1873 Giuseppe Ronchetti. 
Nel 1923 il complesso divenne di proprietà del Cavaliere Giuseppe Rusconi, imprenditore tessile, che riportò la villa all’antico splendore grazie all’intervento dell’architetto Farina. La villa si arricchì di un fondo di libri e manoscritti tra cui si annoverano edizioni delle opere di Catullo, Dante, Ariosto ed una collezione d’arte con opere di Poussin, Magnasco, Caravaggio e Guercino.
Durante la Seconda Guerra Mondiale l’edificio fu occupato dal Circolo degli Ufficiali tedeschi e poi dal Gruppo Aerosiluranti Buscaglia. Nel 1970 il Comune di Castano Primo acquistò la villa dagli eredi Rusconi. Nella notte tra il 29 e il 30 aprile 1992 un incendio devastò irrimediabilmente l’edificio.
Le sale di rappresentanza sono affrescate con i motivi tipici della “civiltà di villa”: dalle decorazioni parietali alla pittura di paesaggio, dai soggetti mitologici fino alle figure allegoriche. In un contesto di grande continuità tra architetture interne ed esterne, il parco che si estende a nord della villa venne definito nel 1961 da Carlo Perogalli “il più bell’esempio di giardino all’italiana che sia dato di incontrare in questa zona”.
(Fabio Carnaghi e Patrizia Ferrario)

 

Villa Rusconi



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Adriano Annino | Walls have mouths to tell  
Adriano Annino