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Chiesa di San Gregorio, Cherasco (CN)

L’edificio di fondazione tardo- duecentesca si inserisce nella pianta dell’originaria Villanova, come testimonia l’orientamento rispetto agli assi viari ortogonali.

La costruzione originale in forme romanico-gotiche è documentata nell’abside e nel fianco sud e suggerita nelle tracce architettoniche della torre campanaria ricostruita nel Cinquecento.  La chiesa fu riedificata nel 1682-86 con un intervento volto alla ristrutturazione dell’interno per adeguamento delle strutture spesso deteriorate e inadeguate alle esigenze di culto. Un intervento di ricostruzione più tardo coinvolse le cappelle laterali. Il rifacimento della facciata di foggia neoclassica è ottocentesco. 

Le caratteristiche di San Gregorio per tipologia cultuale, architettonica e decorativa sembrano rinviare all’ambito paraliturgico delle confraternite chiamate alla cura degli spazi di culto a partire dal tardo Cinquecento. Gli interventi sulla chiesa da parte di esponenti illustri nella comunità cheraschese, come nel caso della cappellania dei Santi Secondo e Amedeo sottoposta al patronato della illustre famiglia Salmatoris, denunciano tale vicenda evolutiva dell’edificio. Infatti, le campagne decorative protrattesi dal secondo Seicento agli inizi del Settecento individuano la liberalità di committenze private. Giovanni Carlo Aliberti (1662-1740 ca.), pittore piemontese attivo nell’area tra Asti e Pavia, di formazione romana e influenzato dai modi della scuola bolognese tardo barocca, è autore nel presbiterio del Trionfo di San Gregorio e dei soggetti legati all’agiografia del santo dedicatario, L’elemosina e La cena di San Gregorio, nei riquadri laterali rispetto all’altare. Infine, di particolare interesse sono gli affreschi della navata centrale che sovrastano gli archi laterali con riferimento a scene bibliche, opera di Andrea Pozzo (1642-1709), figura di rilievo dell’ultimo Barocco, noto per il carattere prospettico della sua pittura e per le opere scenografiche delle macchine d’altare. Anch’egli fu attivo sul territorio come testimonia la sua presenza nella vicina Mondovì.



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Roberto Cacciapaglia Eva Reguzzoni