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Adriano Annino | Walls have mouths to tell

Storie riabilitano la storia di un luogo nella contemporaneità di episodi dipinti, evocati, estratti dalla vita. Adriano Annino nell’allestimento site specific converte in metateatri  gli scenari secenteschi di una villa di delizie in cui appaiono presenze che agiscono nello spazio raffigurato in una sorta di specchio senza fine. È straniante l’intervento artistico che immerge il visitatore nella reinvenzione di vicende biografiche realmente accadute e traslate nell’ipotesi onirica di un set da historical fiction. La narrazione murale  a episodi equivoca con la polisemia mediale che prende a prestito i linguaggi dell’immagine in movimento nell’accezione di frame biografico. Veri e propri display si aprono nel tessuto del decoro, sostanziandone la funzione di cornice. Le tele collocandosi nell’apparato decorativo delle quadrature affrescate e nelle cornici marmoree dei camini, riflettendosi in un’enorme specchiera, depositandosi sulle superfici di un tavolo da pranzo e di un pianoforte, oscurando finestre binate, creano una reazione a catena in un gioco di assillanti rimandi tra persistenze del luogo e l’attualità di squarci di vita dell’artista. La ridestinazione dello spazio con le sue funzioni assegnate dal tempo è uno spunto di riflessione fondamentale della mostra. Gli affreschi allegorici e di illusionismo architettonico hanno circondato successioni di antichi proprietari nobili o dotati di ricchezze dissestate da un decadentismo inesorabilmente assunto a stile di vita, oggi fanno da sfondo alienante al ritmo della burocrazia pubblica a cui lo spazio è adibito, condividendo la medesima staticità del passato, nell’immaginazione dell’arte si trasformano in atmosfere per incontri e condivisioni nella virtuale o concreta gestione dei rapporti umani. Storia e fiction, realtà e quotidianità si proiettano nell’alterazione percettiva di uno spazio nello spazio. L’intervento dell’artista coglie poeticamente le connessioni tra passato e presente nell’abituale distorsione della realtà propria delle modalità conoscitive post-digitali. La simulazione d’ambiente della società digitale propone i suoi meccanismi in una visione che coinvolge inaspettatamente, oltre la cultura algoritmica, il dialogo con la permanenza della storia, nell’urgente e atavico rapporto tra innovazione e conservazione.



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Villa Rusconi, Castano Primo (MI) 
Adriano Annino