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Thesaurus

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Archeologie antiche e contemporanee
Report di Matteo Galbiati su ESPOARTE 

 

In poche scene di Roma (1972) di Federico Fellini è racchiusa l’idea che ha dato vita a questo progetto. Nella sceneggiatura del film, durante una ricognizione del cantiere della metropolitana di Roma, avviene la scoperta di un’antica - e fantasiosa - domus romana. Gli affreschi collassano a seguito del contatto con l’aria, visibili per un istante, un tempo prezioso e irripetibile.

Thesaurus è un percorso di scoperta immaginato  per lo spazio delle Terme Romane di Como.
Undici artisti esplorano il senso della scoperta presentando gli esiti di differenti ricognizioni contemporanee in stretta relazione con il sito archeologico.
Il luogo dello scavo archeologico restituito ad una fruizione collettiva offre lo spunto per  raccontare il momento della scoperta nella sua fase primigenia, nell’istante del rinvenimento. Lo svelamento è l’atto primario che rappresenta una sospensione del tempo tra la storia e il futuro. Il tesoro è affidato alla terra, ne diventa parte, ne è custodito fortuitamente come un seme o deliberatamente collocato per essere ritrovato quando forse verrà il tempo. La mostra documenta a partire dalla cultura materiale contemporanea l’emozione della scoperta che finisce nell’attimo in cui l’oggetto trovato viene appena sfiorato, atto che sancisce l’inizio della sua nuova vita.

 

THESAURUS
Percorso di visita

 

 

 

1. Devis Venturelli, Tracce di fondazione, video installazione due canali, fotografie

Tracce di Fondazione è il monitoraggio di un’area di scavo sulla quale dovrà sorgere un edificio. L’apparenza informe e irregolare del cantiere ingloba le tracce del futuro e i resti del passato, nella suggestione equivoca di uno scavo archeologico. Si profilano come miraggi nel deserto accampamenti nomadi e oasi che brillano al sole di ulteriori possibili esistenze.

2. Eva Reguzzoni, Light and dark memories, carta, filo, ricamo, inchiostro, installazione

L’installazione di Eva Reguzzoni si ispira all’archeologia nell’indagine dell’interiorità umana. Come dei manufatti antropologici le carte impresse e cucite hanno l’aspetto di un corredo e un manoscritto che costituiscono le tracce di percorso emotivo e di conoscenza, nel contrasto tra bianco e nero, razionalità e istinto.

3. Andrea Salvatori, Anomali reperti, ceramica, installazione

Lo spirito ironico dialoga nello spazio archeologico con i materiali litici delle murature. Le pietre si trasformano in organismi, ciascuno con un dettaglio anatomico, quasi inerti viventi. Così l’oggetto scoperto è vivente nel presente e parlante del passato.

 4. Lorenza Boisi, Garden of Man , installazione, ceramiche secondo fuoco, dimensioni varie, piante artificiali, gessi, tecnica mista, vasi di Sarah dalla Costa e Marco Giubilini

Open and listen/To the quiet night./That gives itself./To every morning sound. […]/Paradise and paradox./They're the only names./In the combination games./But the mirror says./Look at me one more time./Question me./Ask me where is my reply. (Grace Slick, brano tratto dall’album Dreams, 1980)

5. Dacia Manto, Noctua Agathina, disegno su carta, installazione

L’intervento dell’artista si ispira alla Noctua Agathina, una falena della famiglia dei Nottuidi. L’invisibilità causata dal mimetismo di questa piccola falena notturna è la risposta alla presenza-assenza di un’esistenza silenziosa, nascosta e conservata dalla natura come luogo di scoperta.

6. Robert Gschwantner, The reflected hexagon, PVC, glicerina, acqua del lago di Traiano, installazione

Gli arazzi realizzati in tubicini di PVC contengono glicerina e acqua del lago di Traiano. I motivi degli arazzi nascono dagli studi sui resti dell’antico Portus di Roma (112 d.C., oggi lago di Traiano) di forma esagonale, elemento lo accomuna con l’aeroporto di Tegel a Berlino. La funzione si conserva come reperto dal passato.

7. Massimiliano Pelletti, Metropolis, scultura, installazione

Le sculture di Massimiliano Pelletti sono un azzardo con la storicità delle Terme Romane. Un repertorio di tipologie ispirate a epoche disparate crea un’atmosfera decaduta in relazione ai lacerti di muratura. L’istorismo di iconografie si deposita in modo estemporaneo creando uno scenario di rovine.

8. Eva Hide, Taciturnitas, maiolica dipinta, installazione site specific

L’installazione di Eva Hide (Leonardo Moscogiuri e Mario Suglia) sperimenta l’idea di thesaurus intesa come raccolta, ricettacolo semantico di tag, banca dati di parole non ancora formate, in una sorta di cortocircuito post-digitale con la persistenza del passato del luogo. Il carattere lascivo di un luogo storicamente legato al piacere dell’otium romano si rispecchia nella contemporaneità nell’web come luogo di scambio sessuale.

9. Tamara Ferioli, Come in cielo così in terra, installazione site specific

La riflessione sull’itinerario della conoscenza si traduce in un gioco del mondo, un labirinto all’interno del quale si spinge una pietra - cioè l’anima – verso l’uscita. Il gioco del mondo, in quanto spazio sacro, è una proiezione del cielo sulla terra. Il tracciato del gioco è un’immagine miniaturizzata dell’universo, il cui scopo è simbolicamente scendere agli inferi e tornare sulla terra.

10. TTOZOI, Aqua, Ars Nullius, muffe naturali e pigmenti su juta

Una piccola quadreria raccoglie una collezione di arcane astrazioni create dal propagarsi di muffe che diventano un medium cromatico. L’installazione da prova di una ricerca sperimentale che attraverso la fisiologia organica  documenta e registra un processo di evoluzione e stratificazione. L’acqua è l’elemento ormai assente nelle terme ma ribadito dalla fluidità e dalla rigenerazione delle muffe sulla tela.

11. Francesca Ferreri, Eterocronie, oggetti, gesso, pigmento, installazione

Gli oggetti d’uso diventano agglomerati scultorei perdendo la loro identità e funzione. L’installazione nelle murature antiche esprime il senso della scoperta di reperti del futuro, dando valore al presente come chance di nuove esistenze.



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Terme di Como Romana  
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